Via del Monte, 3 - 40126 Bologna

Archivio

L’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna, fondato nel 1573, conserva un ricco patrimonio documentario storico ed ecclesiastico. Situato nel Palazzo Arcivescovile, offre una sede moderna con depositi su più livelli e una sala studio per accogliere studiosi, assistiti da personale qualificato. Operando secondo statuti dedicati, promuove l’accesso regolato e la valorizzazione delle fonti attraverso strumenti digitali e progetti culturali.

Storia

La costituzione dell’Archivio Arcivescovile risale al 1574, quando il card. Gabriele Paleotti fece costruire all’interno del palazzo arcivescovile un’ampia sede per l’archivio episcopale. Nel corso del tempo vi confluirono gli archivi prodotti dal capitolo, dalla mensa vescovile e dalla curia e tutta quella documentazione ecclesiale – ordinazioni, collazioni, visite pastorali e decreti di vario genere – che dopo l’età medievale aveva cessato di essere conservata tra gli atti dei notai. L’attuale denominazione dell’archivio risale all’episcopato del card. Carlo Oppizzoni, che riorganizzò la diocesi dopo le confische napoleoniche. Egli approntò una nuova sede, sempre all’interno del palazzo arcivescovile, e vi raccolse i fondi degli enti ecclesiastici e delle corporazioni che necessitavano di prove documentarie per la loro ricostituzione. Il card. Oppizzoni vi fece inoltre confluire tutti quegli archivi di ambito diocesano, non di rado con documenti molto antichi, che avevano in gran parte perso interesse per usi a fini prettamente amministrativi, ma che cominciavano ad acquistare un importante valore sotto il profilo storico e culturale. Inoltre l’arcivescovo fornì l’archivio di personale stabile, che operò per riordinare e inventariare una parte consistente della documentazione. Nel 1899 il card. Domenico Svampa diede nuovo impulso alla gestione dell’archivio, disponendone l’apertura al pubblico.

Dal 1929 al 1950, sotto l’episcopato del card. Giovanni Battista Nasalli Rocca, l’archivio fu affidato a don Augusto Macchiavelli, che si occupò del riordinamento e dell’inventariazione di alcuni dei principali fondi, dotandoli inoltre di numerosi e dettagliati strumenti di corredo. Dopo un decennio di quasi totale inattività, nel 1961 avvenne il trasferimento nella sede attuale, con il deposito a torre metallica, ricavata nell’ala nord-ovest del palazzo arcivescovile. A partire da questa data e fino al 2012 la conduzione fu affidata al dott. Mario Fanti, che assunse la carica di sovrintendente onorario, continuando l’opera di inventariazione già impostata dal predecessore e acquisendo nuovi fondi. Dal 2013 è responsabile il dott. don Riccardo Pane, sotto la guida del quale si è favorito l’accesso degli studiosi con orari di apertura più prolungati; sono stati inoltre avviati importanti processi di aggiornamento e di trattamento digitale della documentazione, dotando l’archivio della necessaria strumentazione. Nel corso del tempo si sono aggregati anche numerosi altri fondi, provenienti sia da soggetti ecclesiastici, sia da privati.

Servizio agli studiosi

L’Archivio Arcivescovile è aperto al pubblico quindici ore a settimana, nei giorni di giovedì e venerdì dalle 10 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 18:30. Abitualmente l’archivio rimane chiuso nel periodo estivo, in concomitanza del Natale e della Pasqua, nelle maggiori ricorrenze diocesane e in quelle stabilite dal calendario civile. Di tutte le chiusure sarà data comunicazione sul sito e tramite affissione all’ingresso dell’archivio.
Tutti i documenti sono liberamente consultabili, purché siano trascorsi settanta anni dalla loro cessazione (come stabilito dalla legislazione canonica), non contengano dati sensibili o non siano sottoposti a particolari vincoli (ad esempio atti sub secreto). Queste particolari tipologie potranno essere consultate soltanto previa richiesta all’Ordinario, da presentare in originale agli addetti di sala.
È possibile riprodurre i documenti con mezzi propri, senza flash, o in alternativa rivolgendosi al personale di sala. È disponibile inoltre un servizio di fotocopie previo giudizio degli addetti (non sono fotocopiabili pergamene, registri e documenti rilegati, atti soggetti a particolare deperimento).
L’accesso alla sala studio permette di usufruire anche della biblioteca dell’archivio, specializzata in storia ecclesiastica locale. Gli ambienti sono dotati di servizi e sistema di condizionamento.
Gli addetti di sala sono sempre a disposizione degli studiosi, anche via mail, per richieste di informazioni, chiarimenti e consigli riguardo il funzionamento e la consistenza dell’archivio.

Sede

Nel corso della sua storia, a partire dal 1574, l’Archivio Arcivescovile ha cambiato tre volte di sede. Della prima, voluta dal card. Gabriele Paleotti, sappiamo solo che si trovava all’interno del palazzo arcivescovile e che la prima pietra fu posta da mons. Ascanio Marchesini, visitatore apostolico.
Una sede più moderna fu approntata dal card. Carlo Oppizzoni fra il 1818 ed il 1826, e occupava tutto l’ultimo piano dell’ala meridionale del palazzo arcivescovile, in pratica quella compresa fra via Altabella e il cortile dell’arcivescovado. Furono così riadattati quei grandi saloni che, in tempi precedenti, avevano visto conferire al loro interno le lauree dell’Università di Bologna, essendo stati sede del Collegio dei Dottori. Le pareti delle diverse sale furono ricoperte da grandi scaffalature di oltre 6 metri di altezza, ed evidentemente anche la profondità doveva essere notevole, perché esse potevano ospitare più file di unità archivistiche. Al centro delle aule furono disposti vari ripiani di appoggio, mentre le scaffalature più alte erano rese accessibili da una sorta di torri dotate di scalette e ripiani interni, nonché di ruote, che motivavano l’appellativo di “torri mobili”. Ogni scaffalatura era identificata univocamente tramite lettere e numeri, cosicché le unità archivistiche non erano confondibili e risultavano facilmente rintracciabili. In più di un secolo di attività, però, la mole di documenti pervenuti all’archivio era diventata veramente ingente, così che esso ne risultò saturo; inoltre la sede era stata in parte sfruttata da altri uffici di curia come deposito per quelle carte che al momento non si sapeva dove collocare.
Si decise pertanto di risolvere questi problemi individuando una nuova sede, tuttora in uso. Questa fu creata su impulso del card. Giacomo Lercaro: fra il 1960 e il 1961 una nuova zona del palazzo arcivescovile, sul lato settentrionale del cortile dell’arcivescovado, fu dotata di un deposito a torre di otto piani, con scaffalature metalliche, per 3100 metri di sviluppo lineare. Al termine dei lavori ebbe luogo il trasloco dei documenti, cosicché l’inaugurazione poté avvenire il 5 ottobre 1961 e l’apertura al pubblico a partire dal febbraio successivo. Dieci anni dopo, nuovi ingrandimenti dotarono l’archivio di una sala studio separata dal deposito, il quale fu contestualmente ampliato tramite l’aggiunta di un locale ricavato da un attiguo scantinato. Infine, un ulteriore ampliamento della sala di consultazione avvenne nel 1992 e furono acquisite all’archivio anche due stanze attigue, destinate a ospitare la biblioteca e parte dei sempre più numerosi fondi.

Personale

Dott. Don Riccardo Pane
direttore
Curriculum Vitae – pdf
Dott. Simone Marchesani
archivista
Curriculum Vitae – pdf
 

Statuti

In ottemperanza alle disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana in materia di Archivi ecclesiastici, in data 27 maggio 2015 il card. Carlo Caffarra ha pubblicato lo Statuto dell’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna. Contestualmente, al fine di dare ordine e uniformità alla gestione e alla consultazione degli archivi storici ecclesiastici presenti in diocesi, spesso privi di un adeguato regolamento, o retti da normative proprie cumulatesi nel tempo, l’Arcivescovo ha promulgato anche il Regolamento degli Archivi storici soggetti alla giurisdizione dell’Arcivescovo di Bologna, sulla base di uno Schema-tipo redatto dall’Associazione Archivistica Ecclesiastica, ed approvato dal Consiglio Episcopale Permanente nel corso della seduta del 27-30 marzo 1995.

Venerdì 12/12 l'archivio sarà aperto negli orari 9:30-11:30; 14:30-18:30. L'archivio sarà chiuso dal 20/12 al 7/1 compresi. L'archivio sarà chiuso il pomeriggio di venerdì 23/1.